TERREMOTO IN ABRUZZO

Cittadinanzattiva si unisce al cordoglio di tutta l’Italia per le vittime del terremoto della notte tra il 5 e 6 aprile che ha colpito la provincia de l’Aquila. Il segretario generale e il segretario regionale dell’Abruzzo hanno già provveduto a mobilitare la rete di Cittadinanzattiva non tanto per i soccorsi, che non competono ad una organizzazione di impegno civico, quanto per il conforto, il supporto e l’informazione alle popolazioni colpite.
Non è oggi il giorno dei commenti e delle polemiche. Bisogna trarre in salvo più persone possibili, rifocillare ed assistere i senzatetto, contare le vittime, organizzare la prossima notte, far arrivare i soccorsi in ogni paese colpito.

Alcune prime riflessioni sono però doverose. Ci ha colpito il fatto che tra gli edifici più danneggiati ci siano quelli pubblici: la prefettura è crollata, la casa dello studente pure. L’ospedale, che è quello nuovo, è inagibile. Delle scuole ancora non sappiamo. Vi sembra normale che proprio i luoghi che per primi dovrebbero essere sicuri, nella quotidianità ma anche nell’emergenza, ancora una volta siano i più malmessi? E’ noto che la provincia de L’Aquila è tra le più sismiche d’Italia e che sta nella zona a più alta intensità di rischio. Allora, perchè ancora una volta tanta leggerezza, tanto malgoverno, tanta indifferenza per la incolumità delle persone? E le responsabilità ce l’hanno tutti: il governo centrale che eroga pochi fondi, la Regione che non si impegna, i Comuni che lasciano stare. Quanti piani comunali di protezione civile ci sono in Abruzzo, come sono stati pianificati gli interventi per la sicurezza degli edifici pubblici, dove sono i piani di evacuazione? Si tratta di interrogativi sui quali dovrà impegnarsi fin dai prossimi  giorni Cittadinanzattiva per capire se era possibile evitare almeno in parte tutte queste morti. Come abbiamo fatto dopo la tragedia di San Giuliano di Puglia, a fianco delle famiglie dei 27 bambini morti. Perchè ad altri non accada!

Il ruolo di Cittadinanzattiva e di tante altre associazioni di cittadini sarà soprattutto quello di impegnarsi per la “seconda emergenza”, quella che viene dopo la fine dei primi soccorsi e che richiede soggetti attivi, capaci di monitorare la situazione, di controllare che siano adempiuti gli impegni, che ci siano gli alloggi, che si ripristinino le scuole, che sia garantita una informazione costante ai cittadini nel capoluogo di provincia e nei paesi. Si tratta di un impegno da realizzare in collaborazione con la Protezione civile e con le autorità locali disponibili, in modo da garantire un raccordo costante tra popolazione e  istituzioni, fondamentale in momenti così forti di incertezza e di paura.

Chiudiamo questa riflessione con una nota positiva: mai come in queste ore si è visto come l’Italia sia un paese solidale e senza barriere. Tutti, bianchi e neri, immigrati e residenti, si sono mobilitati per portare il loro aiuto alle popolazioni sofferenti. Questo è un bell’esempio di democrazia, di calore umano e di volontariato attivo, che non andrebbe sprecato e che rappresenta uno dei “tesori nascosti” di questo paese.
Teresa Petrangolini>