TANTE AMMINISTRAZIONI LOCALI UMBRE ADERISCONO AL PROGETTO DI CITTADINANZATTIVA, CIA (Confederazione Italiana Agricoltori), FONDACA (Fondazione per la cittadinanza Attiva) e INU (Istituto Nazionale di Urbanistica) PER UN RUOLO ATTIVO DEI CITTADINI NELLA TUTELA E VALORIZZAZIONE DEI PROPRI TERRITORI.

micromarcheRecupero e riuso di beni immobili e aree inutilizzate, rivitalizzazione di ampie porzioni dei centri storici o dei quartieri periferici,  interventi per la presa in carico e la manutenzione  del verde pubblico o del proprio quartiere, vigilanza per la sicurezza : sono tanti gli ambiti sui quali i cittadini vogliono intervenire, senza aspettare di dover essere attivati “dall’alto”, e tante sono le pubbliche  Amministrazioni umbre che intendono favorire questa azione .

 Perugia, in primis, ma anche Città di Castello, Spoleto, Marsciano, Massa Martana, Passignano sul Trasimeno, Gubbio ed altre amministrazioni che stanno valutando la loro partecipazione al progetto, intendono dare spazio all’attivismo civico, alle libere iniziative e alle libere forme associative che nello spirito dell’art. 118 della Costituzione vogliono farsi carico dell’interesse generale .

Con l’art. 24  – (Misure di agevolazione della partecipazione delle comunità locaGubbio

li in materia di tutela e valorizzazione del territorio) della L. 164/2014  “Sblocca Italia”, si è data nuova forza e slancio al ruolo dei cittadini, singoli ed associati, nella cura dei beni comuni e dell’interesse generale. I Comuni hanno ora la possibilità di definire, con un’apposita delibera, “i criteri e le condizioni per la realizzazione di interventi su progetti presentati da cittadini singoli o associati, purché individuati in relazione al territorio da riqualificare”.

chiuginaI Comuni sono chiamati, quindi, a favorire i cittadini per lo svolgimento di attività di interesse generale, non solo in interventi di pulizia, manutenzione e abbellimento  degli spazi comuni ma, in particolare, per il riuso e recupero di beni pubblici inutilizzati e per la valorizzazione di zone limitate del territorio urbano ed extraurbano.

Ai Comuni si chiede pertanto di favorire processi di innovazione amministrativa attraverso la funzione di gestione della collaborazione con i cittadini attivi, quale attività istituzionale dell’ente ai sensi dell’art.118 ultimo comma Costituzione.

“Vogliamo partire da quello che si muove “alle radici dell’erba” dicono a Cittadinanzattiva “ si tratta di riconoscere quanto già c’è in particolare per quanto riguarda l’assunzione di responsabilità dei cittadini sul territorio.”

FONDACA, Fondazione per la cittadinanza attiva, dice che “sempre più spesso sono gli stessi cittadini a mettere a disposizione competenze, conoscenze, capacità di visione, e una particolare attenzione alla qualità, alla efficacia, e al perseguimento di risultati effettivi negli interventi pubblici. I cittadini non si sentono ospiti, ma padroni di casa, se direttamente coinvolti nella progettazione e nella realizzazione di nuove modalità per  l’uso di spazi e luoghi che appartengono alla comunità nel suo complesso. Quei beni facili da consumare ma difficili da ricostituire, specialmente in un periodo di scarsità di risorse economiche. “

“Anche nel contesto delle strategie di tutela e valorizzazione del territorio” dicono all’INU – Istituto nazionale di urbanistica ”sono presenti oramai da molti anni, orientamenti, indicazioni, direttive, norme che richiedono alle amministrazioni di adottare strategie e strumenti volte al coinvolgimento della cittadinanza, di forme organizzate, del “pubblico”, della società civile e del mondo economico, nella formazione, condivisione ed attuazione delle politiche pubbliche. Anche per tale ambito, si tratta di valorizzare le iniziative “dal basso”, cioè le  inedite forme di attivismo civico, oltre che le  idee  espresse da varie realtà dell’associazionismo”.

“Anche gli imprenditori agricoli vogliono partecipare a questo processo”  come custodi e gestori da sempre del territorio del paesaggio. Dicono alla CIA “dopo anni di contrapposizione, infatti, finalmente oggi viene riconosciuto all’Agricoltura un ruolo decisivo per la sostenibilità economica, sociale ed ambientale, capace di garantire, accanto alle eccellenze enogastronomiche, “beni pubblici” di fondamentale importanza: equilibrio tra produzione e riproduzione delle risorse naturali; valorizzazione della biodiversità; salvaguardia dell’ambiente; creazione “attiva” di un paesaggio fortemente identitario, espressione autentica della civiltà, della cultura e delle tradizioni dei diversi territori.”

A tal fine i partner hanno predisposto un progetto da presentare al futuro Governo regionale: se ne parlerà a Spoleto alla Festa Nazionale di Cittadinanzattiva contro lo spreco:  “SPRE.K.O 2015” (Rocca Albornoziana di Spoleto, 5-7 giugno 2015) .  In fondo anche in questo caso non vogliamo sprecare le grandi risorse di passione, competenze, esperienze dei cittadini comuni.

 

Perugia, 22/5/2015