Sintesi del Seminario “ Contributi per un confronto democratico sulla riorganizzazione del nostro Servizio Sanitario”

Lunedì 26 marzo dalle ore 15,30 alle ore 18,30 si è svolto presso la Sala Partecipazione del Consiglio Regionale il seminario in oggetto, promosso da un ampio ventaglio di società scientifiche (SITI, CARD, SIMFER, SIRN, SIQUAS, AIE) dalla Associazione Consumatori ed Utenti (ACU), dalla Fondazione Celli “Per una Cultura della Salute” e da alcuni cittadini competenti.La riunione è stata aperta da una introduzione di Carlo Romagnoli, che si è soffermato su:

  • aspetti di contesto: situazione epidemiologica, crisi e stato SSN e consonanze tra prospettive del Patto per la salute 2013-2015 e la centralità di cure primarie e riorganizzazione dell’ospedale per livelli di intensità assistenziale;

  • aspetti di metodo: quale processo partecipativo per la riorganizzazione del nostro SSR, con sottolineatura delle cadute di stile e di metodo da parte regionale (DGR 101/2012 Riordino dei dipartimenti di prevenzione delle aziende sanitarie umbre);

  • aspetti di merito: illustrazione dei punti di convergenza raggiunti dalla nostra coalizione 

Successivamente si è aperto il dibattito che ha visto intervenire: Paolo Brutti (IDV), Attilio Solinas (coordinatore sanità PD), Vanda Scarpelli (CGIL Funzione pubblica), Svedo Piccioni ( Direttore ARPA), Giampaolo Bucaneve (medico internista AOPG), Guido Guarnieri ( Presidente Regionale SITI), Federico Di Bartolo (IDV), Claudio Ricciarelli (CISL Sanità), Carlo Biccini ( Forum Terzo Settore), Giorgio Miscetti (Medico del lavoro AUSL 2 ), Alfredo Notargiacomo (segretario SITi Umbria) e Filippo Bauleo ( Segretario CARD), che ha chiuso l’incontro.

Era inoltre presente la segretaria personale dell’Assessore Franco Tomassoni che ha voluto testimoniare l’attenzione con cui viene seguito il dibattito.

Nella ricchezza di posizioni ed argomentazioni che una platea di interlocutori cosi vasta e qualificata ha sviluppato anche a partire dalle nostre sollecitazioni, sono emersi alcuni punti di convergenza:

– data la rilevanza del Servizio sanitario per l’Umbria, sia come presidio di civiltà, che come voce preminente nel bilancio regionale, la sua riorganizzazione deve essere consonante con la cultura sanitaria umbra (equità ed universalità di accesso, centralità di distretto e cure primarie, relazione tra territorio e ospedale);

– è necessario che la riorganizzazione sia guidata da una chiara strategia basata su ampia discussione democratica e processi decisionali aperti, che investano il modello organizzativo, il nuovo ruolo del distretto, l’eventuale nuova integrazione tra sociale sanitario, i dispositivi che garantiscono l’integrazione dell’ospedale con i bisogni e le politiche del territorio, le relazioni con l’Università e la trasparenza delle relative politiche per la proprietà intellettuale e la qualificazione delle funzioni assistenziali nella prospettiva di attivare una Università di ricerca;

– la necessità di ricomporre la disgiunzione tra le dichiarazioni formali degli esponenti politici della Giunta (in genere condivisibili) e gli atti amministrativi approvati: è il caso della DGR 101/2012, estranea alla cultura sanitaria umbra (epidemiologia e promozione della salute avulsi dai loro contesti appropriati di funzionamento), nata senza alcuna condivisione da parte dei servizi, frutto di visioni e pratiche proprietarie dei dirigenti regionali, distonica rispetto al processo complessivo della riorganizzazione (i direttori generali vengono obbligati ad attivare funzioni di coordinamento che con l’accorpamento delle ASL decadranno tra pochi mesi).

In questa direzione molti dei presenti hanno chiesto un atto concreto che testimoni di un nuovo corso nella riorganizzazione del nostro SSR, consistente nella sospensione, totale o parziale della DGR 101/2012 e nella sua successiva condivisione democratica delle linee di riorganizzazione ; un atto concreto per la cui realizzazione si sono espresse favorevolmente alcune delle forze politiche presenti.