SANITÀ UMBRA: “LISTE DI ATTESA, BUROCRAZIA ECCESSIVA, MANCANZA DI CURE INTERMEDIE E RITARDI NELL’INFORMATIZZAZIONE” – MEDICI E ASSOCIAZIONI, ASCOLTATI NELLA III COMMISSIONE DEL CONSIGLIO REGIONALE SULLE CRITICITÀ DEL SISTEMA. L’INTERVENTO DI PAOLO BARONTI

Le disposizioni emanate due anni fa dalla Regione Umbria, con la delibera di Giunta numero 69 del gennaio 2009, che avrebbero dovuto semplificare la vita dei tanti pazienti umbri alle prese con un “eccessivo carico burocratico”, fatto di liste di attesa, prenotazioni, impegnative, ricettari da far trascrivere, non sono mai decollate, ed ancora ci sono problemi evidenti nell’avvio di un’informatizzazione diffusa del servizio.
 Al termine dell’incontro tra i rappresentanti dei medici di medicina generale,  le associazioni dei consumatori e la III Commissione del Consiglio regionale, nel corso del quale è stato illustrato un breve documento elaborato dai medici che evidenzia tre specifiche criticità: liste di attesa, eccessivi adempimenti burocratici e carenza di adeguate strutture intermedie, sulle quali poter gestire patologie croniche, la terza Commissione si è impegnata ad approfondire con la Giunta i problemi sollevati e a rimuovere gli ostacoli emersi, nella convinzione da tutti recepita che i temi sollevati sono molto importanti e  come tali  meritano ‘impegno di tutti, a partire dal chiarimento sulla mancata applicazione del decalogo previsto dalla delibera del 2009 che prevedeva precisi percorsi assistenziali per ogni paziente.
Da parte del presidente della III Commissione è stata posta la necessità di acquisire dalla Giunta e dai dirigenti sanitari tutti i dati relativi alle cosiddette cure intermedie ed alle difficoltà che incontra il processo di informatizzazione dei servizi sanitari.
I medici generici e di famiglia intervenuti alla audizione (Mario Belardi, Tiziano Scarponi e Maurizio Lucarelli) hanno evidenziato in particolare il disagio e il disappunto”, testimoniati loro da tanti pazienti nell’accedere ai servizi sanitari, non solo per le liste di attesa ma per le
tante pratiche burocratiche spesso ripetitive, imposte anche a soggetti per i quali è già stata formulata una diagnosi definitiva. La mancanza di tempi certi e sufficientemente rapidi per trovare risposte alle ipotesi diagnostiche, come l’assenza di strutture dedicate alle cure intermedie, soprattutto di anziani, per i quali è difficile trovare una dimissione
ospedaliera protetta – hanno spiegato – ci ha spinti a rappresentare in Consiglio regionale i loro problemi. Con lo spirito di recuperare quella ‘umanizzazione’ delle strutture e delle cure sanitarie di cui parla la prima parte del Piano sanitario umbro, ci siamo uniti alle associazioni di
consumatori ed utenti per sollevare il problema, anche nella convinzione che quel decalogo individuato con la delibera 69 del 2009, proprio sulla semplificazione dei percorsi assistenziali, è tutt’ora valido e può essere applicato senza consti aggiuntivi.
A nome di Cittadinanzattiva, il presidente Paolo Baronti ha sottolineato la carenza di
strutture per le cure intermedie chiarendo che si tratta di un problema ancor
più evidente in presenza di gran di ospedali specializzati che non possono
farsi carico di lunghe degenze o di assistenza post intervento,
particolarmente in una Regione che vede giornalmente crescere il numero dei
propri anziani. Baronti ha anche evidenziato il ritardo con cui si sta procedendo alla informatizzazione dei servizi sanitari, proprio nel momento in cui le tecnologie moderne consentono di arrivare, facilmente ed a bassi costi, ad una sanità elettronica capace di sostituire interamente il cartaceo ed seguire ovunque ogni cittadino, con tutti i suoi dati clinici
aggiornati.