Sabato 28 aprile al Centro per i servizi sanitari a Trento si è svolta la «Giornata nazionale VIP – Very invalid people (Sono un invalido vero)» – GLI AGGIORNAMENTI SULLA CAMPAGNA

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Con questa giornata, organizzata da Cittadinanzattiva del Trentino in collaborazione con l’Assessorato alla salute e politiche sociali della Provincia autonoma di Trento e l’APSS, si voleva riaffermare il diritto dei cittadini a ottenere le «indennità economiche correlate al riconoscimento delle minorazioni civili» (art. 38 della Costituzione Italiana), fortemente messo in discussione, negli ultimi due anni, a livello nazionale nonché sensibilizzare la popolazione su questi temi.
L’evento si colloca all’interno della Campagna nazionale «Sono un VIP», cioè un very invalid people – sono un invalido vero, lanciata sull’argomento da Cittadinanzattiva (http://www.sonounvip.it).

La Campagna VIP ha raggiunto 6000 firme ; 177 le associazioni che hanno aderito.

Quali i risultati concreti  fino a questo punto?

E’ stata promossa l’approvazione di una mozione alla Camera dei Deputati e due interrogazioni alla Camera e al Senato.

Il CNCU (Consiglio nazionale Consumatori e Utenti) ha rigettato il Piano Trasparenza dell’INPS.

Importantissimo: il Senato ha avviato una indagine conoscitiva sulla vicenda invalidità civile. Nelle prossime settimane Cittadinanzattiva sarà ascoltata al Senato.

Com’è noto, tra il 2009 e il 2010 le domande di invalidità  rigettate dall’INPS sono aumentate del 22 % a fronte di una contrazione delle stesse domande.

Inoltre è stato dato il via ad una campagna di revisione straordinaria richiamando a visita persone con sindrome di down, paraplegici, ecc.

A 1 su 10 degli  invalidi sottoposti a revisione straordinaria è stata tolta l’indennità di accompagnamento, ma una volta andati in causa, all’INPS è stato dato torto nel 60 % dei casi.

Il risparmio stimato dall’INPS per la revisione straordinaria : 70 milioni di euro.

Ma il  costo del personale INPS impegnato nelle Commissioni è aumentato da 5 a 11 milioni di euro.

E  basti pensare che l’INPS ha accumulato tali ritardi nelle pratiche che paga 84 milioni di euro di interessi  passivi per ritardati pagamenti.