Prevenzione primaria e vaccini: Umbria tra le regioni che investono di più, ma molto va ancora fatto. A Spoleto il seminario promosso da Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato.

20dicembre“Negli ultimi anni, a partire dai risultati dell’Audit civico fatta negli anni 2010-2012  in Umbria è cresciuta l’attenzione al tema della prevenzione correlata agli stili di vita. Quei temi che sembravano un po’ la Cenerentola della sanità pubblica, stanno ora prepotentemente conquistando la ribalta, anche nella nostra regione. Non è un caso che ciò sia accaduto quando si è abbandonato un po’ lo stile da educazione sanitaria impartita dall’alto, mentre cresceva la consapevolezza tra la gente”.

Queste le dichiarazioni di Anna Rita Cosso, segretario di Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato dell’Umbria, in apertura del Convegno su “Active ageing, prevenzione primaria e vaccinazioni”, in corso oggi a Spoleto.

L’Umbria è la Regione con maggior numero di pazienti ipertesi (20,8%) e ha il maggior numero di persone affette da patologie cardiache  (4,6% – media IT 3,7%). Le persone ultra 65enni con limitazioni funzionali (movimento, funzioni essenziali, etc) in Umbria nel 2013 rappresentavano il  21,3% della popolazione (quinta posizione dopo Puglia, Sardegna, Sicilia, Campania, Calabria), la media Italia è 19,8%.

“La consapevolezza”, ha proseguito Cosso, “nasce anche dai dati allarmanti che leggiamo ad esempio sull’obesità infantile e che ci dimostrano come il modello culturale nord americano, legato a sedentarietà, automobili e cibi ipercalorici, rischi di distruggere intere generazioni.

Un discorso a parte meritano le vaccinazioni: mai come in questo momento c’è bisogno di informazioni, e informazioni chiare. Si lanciano i gridi di allarme ma poi non si fanno i talk show su questi temi per spiegare alle persone cosa si rischia a vaccinarsi e cosa si rischia a non farlo. Quindi, anche su questo, è necessario far crescere la consapevolezza tra le persone”.

E’ necessario investire di più in prevenzione e garantire l’effettività della spesa per questo di ciò che viene allocato: va garantito (e monitorato) che il 5% del fondo sia effettivamente dedicato a questo e non per sostenere altri settori del Servizio Sanitario, se non addirittura voci di spesa che con la salute delle persone non hanno nulla a che fare. L’Umbria è tra le regioni che spende di più in prevenzione, la quarta in ordine di investimenti. In Italia in media, si spendono 16,2 euro pro capite in prevenzione per la persona, un livello molto basso e una cifra che parla da sola, considerato che in questa voce sono contenuti i costi relativi, ad esempio, ai vaccini, promozione dei corretti stili di vita, etc..

“Le vaccinazioni sono un importante strumento di sanità pubblica, che richiede un intervento strutturato e costante”, ha aggiunto Sabrina Nardi, vice coordinatrice nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva, “per evitare che le paure generate anche dagli ultimi fatti di cronaca mettano in dubbio lo strumento. Ad oggi, peraltro, alcune opportunità di vaccinazione non sono nemmeno conosciute dalle persone che potrebbero accedervi perché a rischio.Siamo particolarmente preoccupati da un dato diffuso da AIFA, che evidenzia come ogni anno decedano per influenza 8000 persone”.

I seminari promossi da Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato su tutto il territorio, e realizzati con il sostegno non condizionato di Sanofi Pasteur MSD, hanno l’obiettivo di promuovere l’approccio alla prevenzione con politiche integrate, come indica l’Europa: politiche ambientali, industriali, agricole, scolastiche e urbanistiche. Una responsabilità diffusa sta anche nelle scelte dello Stato: nella promozione di corretti stili di vita, nel contrasto alle dipendenze patologiche, nell’informazione corretta e nella messa a punto di politiche integrate che mantengano le persone nelle migliori condizioni di salute.