NO ALLE SCORCIATOIE SULLE SPALLE DELLA GENTE SI ALLA RACCOLTA DIFFERENZIATA NO ALL’INCENERITORE- Il nuovo documento di Cittadinanzattiva di spoleto

Cittadinanzattiva, nel corso dell’incontro del 27 settembre scorso   con  il Sindaco,  cui hanno partecipato anche  gli Assessori Campana e Proietti, la dirigente della Polizia municipale, il Vice Presidente Dionisi e vari direttori e dirigenti della Vus,  ha ribadito con forza il tema della raccolta differenziata, ha biasimato i  15 anni persi perché qualcuno ha ritenuto più conveniente confluire i rifiuti in discarica piuttosto che avviare la raccolta  differenziata, ha sostenuto la  necessità di recuperare il tempo perso e cercare in tutti i modi di evitare la soluzione caldeggiata da taluni dell’inceneritore.

Sapete a quanto ammonta la percentuale di raccolta differenziata nel nostro Comune?

Il 31 % nel 2010!!!!!!!

Ci auguriamo che l’amministrazione comunale impari  dagli errori del passato, e non si lasci irretire da scelte facili, sicuramente remunerative per qualcuno, ma scellerate per la nostra città!!!!

Incenerire serve a rimuovere il vero problema

Dobbiamo produrre meno rifiuti, differenziare, riciclare

 

Crediamo che per vincere questa battaglia, siano necessarie tre condizioni, la responsabilità industriale, con la ricerca ad esempio di nuovi materiali sostenibili nella produzione degli imballaggi, la responsabilità della comunità locale ed una buona leadership politica.

 

RACCOLTA DIFFERENZIATA

 

Richieste e proposte finalizzate al raggiungimento della raccolta differenziata pari all’80% entro il 31 dicembre 2011.

 

Premesso che nell’incontro del 27 settembre la Vus ha sostenuto che la raccolta porta a porta per i ristoranti veniva già fatta, abbiamo approntato un semplice questionario e l’abbiamo rivolto ai ristoranti e agli alberghi di Spoleto.

Dal  monitoraggio a campione abbiamo rilevato che solamente 1  ristorante su 12  e 2 alberghi su 13  hanno risposto che la Vus effettua la raccolta differenziata porta a porta parziale.

 

CHIEDIAMO ALLA VUS

  • maggiore trasparenza e  correttezza nelle informazioni del sito
  • pubblicizzazione periodica non solo sul sito ma anche tramite stampa della quantità di materiali riciclati, dei luoghi in cui sono stati portati, e di cosa diventeranno; 
  • informazione e sensibilizzazione capillare sulla raccolta differenziata  e sui rifiuti zero, tramite sito internet, stampa, riunioni nei quartieri e nelle frazioni, corsi di formazione   nelle scuole e   convegni
  • ripristino della  raccolta degli inerti  e nel frattempo   informazioni appropriate
  • aumento del numero dei cassonetti per lo smaltimento delle pile e dei medicinali

 

CHIEDIAMO AL SINDACO

  • iniziative in ottemperanza alla normativa comunitaria (EN13432:2000/AC:2005) che  prevede entro il 2010 la sostituzione dei sacchetti di polietilene con quelli in materiali biodegradabili; e informazione sul modo in cui si intende disciplinare le modalità di asporto di cibi, alimenti, beni e merci di vario genere sul territorio
  • apertura di un tavolo di concertazione entro la seconda metà di novembre c.a. con  comune, Vus,  associazioni dei consumatori, ambientaliste e  di categoria per un protocollo d’intesa sulla corretta gestione dei rifiuti e la  diminuzione degli imballaggi 

 

(per es. si potrebbero usare contenitori riutilizzabili anche al banco dei salumi; adottare nei ristoranti l’uso di portarsi a casa i cibi non consumati e le bottiglie di vino smezzate per evitare sprechi di cibo e aumento di organico)

 

  • adozione di un’ordinanza sulla raccolta differenziata che preveda  raccolta porta a porta obbligatoria per uffici,  esercizi commerciali,   alberghi,   ristoranti,  bar, scuole, ASL, presidio ospedaliero  per poi arrivare gradualmente  a tutte le famiglie.       
  • sanzioni per i trasgressori, a seconda del tipo di violazione: mancata custodia, chiusura dei contenitori o loro danneggiamento; mancato utilizzo dei composter;    scorretto utilizzo dei contenitori affidati in comodato; abbandono dei rifiuti; uso improprio dei  contenitori. Controllo da parte degli operatori della VUS e della Polizia Municipale, in particolare sull’uso dei contenitori stradali dell’umido e sulla qualità della differenziazione domiciliare.

 

 

SUGGERIMENTI – Progetti per rifiuti zero

  1. Abolizione dei sacchetti di plastica non biodegradabili entro il 31/12/2010
  2. Abolizione nelle mense scolastiche della plastica

Niente più piatti o bicchieri di plastica ma piatti lavabili che permettono un ulteriore e notevole riduzione nella produzione dei rifiuti.

  1. Introduzione dei pannolini lavabili negli asili nido comunali che sono riutilizzabili e per il 90% sono costituiti da cotone biologico e materiali naturali, si possono lavare anche in lavatrice e comportano un risparmio di oltre il 70% per le famiglie rispetto ai normali pannolini.

    Il Comune di Capannori ha fornito a 80 famiglie  il primo kit di Pannolini lavabili e, dopo un’iniziale sperimentazione di 20 giorni, a chi intende proseguire nel progetto, fornisce  il secondo kit con una sovvenzione

  1. Utilizzo in tutti gli uffici e scuole di boccioni di acqua potabile refrigerata
  2. Aumento dei  punti di detersivo alla spina
  3. Istituzione di punti di latte alla spina
  4. Nuovo regolamento per le sagre e fiere

niente più usa e getta di plastica per ridurre l’impatto ambientale delle manifestazioni estive paesane nel territorio comunale. Gli organizzatori devono impegnarsi a:

differenziare tutti gli scarti prodotti dalla sagra e dai partecipanti

  • ridurre la produzione di rifiuti e di imballaggi durante le feste
  • usare stoviglie, posate e bicchieri riutilizzabili o in materiale compostabile

 

BUONE PRATICHE:

 

il Comune di Capannoni   con la raccolta porta a porta ha raggiunto l’81,14% , di differenziato.

Capannori non solo è stato il primo Comune d’Italia ad aderire al progetto “Rifiuti Zero” per l’abbattimento della raccolta indifferenziata, nel corso del 2010, è stato lanciato il Centro di ricerca internazionale “Zero Waste”. Un organismo, unico in Italia, con l’obiettivo di sviluppare iniziative per ridurre “a monte” l’utilizzo di materiali non riciclabili, in particolar modo negli imballaggi.

La raccolta differenziata Porta a Porta, e’ visto come l’unico sistema in grado di massimizzare la percentuale di rifiuti destinati al riciclaggio, segue la realizzazione, in prossimità di aree rurali, di stabilimenti per il compostaggio, di piattaforme per la valorizzazione di materiali cartacei, ferrosi e non ferrosi, vetro e plastiche, per l’estrazione di materia da utilizzare in altri cicli di produzione.

Fondamentale inoltre la creazionec di centri per la decostruzione degli edifici, la riparazione ed il riutilizzo di beni durevoli come mobili, porte, infissi, legno, per poi inserirli nuovamente nel mercato, in appositi parchi dell’usato. Per incoraggiare i cittadini a seguire il meccanismo del P. a P., fondamentale l’introduzione di sgravi sulle bollette, che facciano pagare utenze in base al consumo effettivo dei rifiuti.

“Zero Waste” affida l’ulteriore recupero del materiale sfuggito alla raccolta differenziata al Trattamento Meccanico Biologico, sistema di selezione e recupero del residuo che, separando la frazione umida dal secco, impedisce l’invio in discarica di materiali inquinanti e tossici (vernici, pile) e che producendo biogas e’ in grado di mantenere l’impianto e produrre energia da vendere al gestore nazionale. Il residuo finale destinato alla discarica (biostabilizzato) è inerte, rispetto alle ceneri degli inceneritori, tossiche e contaminanti, non deve essere stoccato in discariche speciali, costituendo un ulteriore problema per la società. Essendo un trattamento a freddo, privo di combustione, non emette nell’aria e nelle falde acquifere sostanze dannose per l’organismo e per l’ambiente, come diossine, furani, mercurio, piombo, cadmio, nanoparticelle come Pm10 e PM2.5, responsabili di tumori, linfomi, leucemie, malformazioni fetale, che contaminano le coltivazioni entrando nella catena alimentare. Si tratta di impianti semplici, economici e rapidi da edificare: per costruire un piccolo stabilimento occorrono circa 6 mesi ad un costo di circa 10 mila euro, creando circa 60 posti di lavoro.

Capannori ha istituito anche  uno sportello per la riduzione dei rifiuti che dà consulenza “ad hoc” in merito ai comportamenti da tenere, sia in ambito domestico, sia in ambito di attività produttiva, in tema di riduzione dei rifiuti. Saranno suggerite, ad esempio, le tipologie di prodotti i cui imballaggi sono più facilmente riciclabili oppure come poter riutilizzare gli stessi contenitori.
Ai commercianti verranno date informazioni, in particolare, su come evitare la formazione dei rifiuti mediante la vendita di prodotti alla spina e l’utilizzo del “vuoto a rendere”.
Gli operatori, inoltre, divulgheranno materiale informativo che aiuterà a ricordare le buone pratiche ambientali e spiegherà in che cosa consiste la strategia “Rifiuti zero”.

Premessa fondamentale per risolvere il problema è quindi il monitoraggio e lo studio del rifiuto residuo, per arrivare a modalità concrete di riprogettazione industriale di prodotti ed imballaggi non smaltibili, attraverso la realizzazione di componenti recuperabili, privi di sostanze tossiche e contaminanti

 

Giano dell’Umbria – Il Sindaco firma l’ordinanza sulla raccolta differenziata.                           Dopo 9 mesi di informazione e sensibilizzazione sul porta a porta, comincia la fase due: controlli e sanzioni ai “furbetti del cassonetto”. Intanto la media della raccolta differenziata dei primi 8 mesi del 2010 raggiunge il 64,32%, con un picco toccato a Luglio del 73,7%

 

Ponte nelle Alpi (BL) vincitore del primo premio del concorso Comuni Ricicloni indetto ogni anno da Legambiente. Prima Ponte nelle Alpi doveva ospitare una mega-discarica provinciale (la seconda nel territorio comunale), nel 2006 registrava una percentuale di raccolta differenziata del 22,4% e portava in discarica circa 3mila tonnellate di rifiuto secco indifferenziato. Nel 2007 è partita la raccolta porta a porta e nel 2008 la percentuale di raccolta differenziata è salita all’81,6% per arrivare all’85,01% nel 2009. Il dato ancora più significativo, però, è la riduzione della produzione di rifiuto secco indifferenziato: nel 2006 sono state portate in discarica 2938,24 tonnellate di rifiuto secco indifferenziato, nel 2009 solo 341 tonnellate, con una riduzione pari all’88,4%. E ancora. Nel 2007 la spesa per smaltire i rifiuti è stata di 475.000 Euro, nel 2009 solo 56.136 Euro. Una parte di questo risparmio (oltre 400.000 euro all’anno) è stato impiegato nell’incremento di manodopera, per offrire un servizio migliore alla nostra comunità, e nella riduzione del costo complessivo del servizio.

Numeri grazie ai quali la cittadella bellunese ha conquistato l’indice di buona gestione più alto in Italia: 87,28. Un sistema, quindi, puntuale ed efficiente. Ma anche attento alle esigenze della cittadinanza. Per le persone anziane della comunità è istituito un servizio di raccolta gratuito dei pannoloni, mentre i neogenitori possono usufruire della possibilità di conferire gratuitamente i pannolini dei propri figli presso la piattaforma ecologica e, per chi decidesse di provare i pannolini lavabili, il comune aiuta la famiglia nell’affrontare la spesa con un contributo di 190 euro (in tal caso non possono avere il tesserino che consente il conferimento presso l’ecocentro). Nel novembre del 2009 è stato inoltre installato un distributore di latte crudo nella via principale del paese.

 

 Mercato San Severino è un comune di 21mila abitanti in provincia di Salerno diventato famoso per il suo sistema di gestione e raccolta rifiuti. La cittadella vanta una raccolta differenziata del 57% nell’anno 2007. Tutto merito dell’adozione, dal 2001, della raccolta domiciliare e di qualche chicca tecnologica.

Ogni anno il gestore Gesema consegna alle famiglie di Mercato San Severino il kit per la raccolta differenziata: sacchetti di colore diverso per differenti materiali quali la plastica, la carta, l’alluminio, la frazione organica e l’indifferenziata. Oltre al kit i cittadini ricevono dei codici a barre adesivi per ogni sacchetto in cui è riportata l’utenza e il tipo di rifiuto. Al ritiro della spazzatura gli operatori ecologici registrano elettronicamente tramite la lettura dei codici a barre la quantità di differenziata per ogni famiglia. Qui entra il gioco il sistema di premialità: è previsto un bonus in bolletta di 0,26 centesimi per ogni sacco di carta, ad esempio. Su un portale ad hoc ogni utente può controllare il proprio profilo. In generale una famiglia media può risparmiare in un anno dai 15 ai 20 euro. In totale gli sconti tariffari superano i 40mila euro.

Nel comune si trova anche un’isola ecologica dove i cittadini possono portare direttamente i loro rifiuti differenziati, anche le pile, le stoffe e le lampadine. Anche qui si applica il sistema di premialità sulla base del peso dei rifiuti.

 

Il Centro di riciclo di Vedelago (Treviso) riesce a riciclare circa il 99% dei rifiuti

 

Le alternative esistono!

Cittadinanzattiva è assolutamente contraria all’incenerimento, sia in cementeria  che in impianto ad hoc, così come alla soluzione del termovalorizzatore per la pollina di cui si parla tanto in questi giorni.

Cittadinanzattiva sollecita i cittadini  di Spoleto a far sentire la propria voce.

Non ci svegliamo, come accaduto in altre occasioni, quando il danno è ormai fatto….