Niente scuse (di Anna Rita Cosso, segretaria regionale di Cittadinanzattiva Umbria)

chiugina_LSUOvunque in Italia ,  e di conseguenza anche in Umbria, si moltiplicano esperienze di pulizie collettive o più genericamente di cura di spazi pubblici. In taluni casi, su proposta delle amministrazioni comunali, in altri casi per libera iniziativa dei cittadini: vedi la bella esperienza de Le 100 Ramazze di Gubbio.”Le  Ramazze decidono in assoluta  autonomia come e dove intervenire, seguendo un programma ben definito ispirato ai principi della rigenerazione materiale, culturale e sociale di spazi pubblici importanti e la loro opera non può essere giudicata come mera attività di manutenzione.”(www.100ramazze.org)

Ma la madre di tutte queste esperienze è la famosa Puliamo il Mondo di Legambiente, che ha avuto il merito e l’intuizione    di portare i giovani a contatto diretto  con le conseguenze collettive dell’agire dei singoli.

Anche a Spoleto di recente Cittadinanzattiva  (insieme con l’Associazione culturale Città Nuova, Rotary, WWF, Consiglio comunale dei Bambini) è stata coinvolta nel’iniziativa SPOLETO A RACCOLTA che a partire dall’8 novembre  si terrà ogni seconda domenica del mese in varie zone della città.

In realtà un gruppo di cittadini attivi  che si riunisce intorno ad una  pagina Facebook “Cittadini per Spoleto” aveva già realizzato negli ultimi due anni dei blitz  per pulire e denunciare delle aree di degrado del territorio comunale. Anche da quell’esperienza nasce ora SPOLETO A RACCOLTA.

Queste esperienze in realtà hanno anche dei detrattori: c’è chi, infatti, anche tra i nostri amici dice che siccome paghiamo profumatamente le tasse per l’igiene urbana, non c’è ragione per cui  noi cittadini poi si debba fare anche gli spazzini, sostituendosi a chi è pagato per farlo.

Ma per noi il senso dell’aderire o del promuovere questa e analoghe iniziative di presa in carico è un altro e sta nel sentirsi profondamente e consapevolmente “Padroni di Casa della Repubblica”.

Il primo risultato che ne consegue è sensibilizzare tutti a rapportarsi in modo civile e consapevole nei confronti della propria città. Aprire gli occhi e valutare in primo luogo i propri comportamenti.

Il secondo obiettivo  è che   l’attivismo civico  deve agire come una sveglia per l’attivismo pubblico (ad esempio, se è vero che la gente butta le cicche per terra ,  è anche vero però che di contenitori per le cicche ce ne sono pochissimi in giro).

Va incentivata la consapevolezza che la terra, la città, il clima  sono nostri e pertanto nessuno può dire IO NON C’ENTRO, DEBBONO PENSARCI GLI ALTRI.

Iniziative così, che sembrano espressione di un buonismo da boy scout, vogliono colpire come un pugno nello stomaco  quelli che dicono: “Non è affar mio”.

E’ di questi giorni il Rapporto di Goletta Verde sullo stato di salute dei mari; troppo facile dire che la  cosa non ci riguarda, che la colpa è dei pescherecci o di chissà chi.

Ogni singolo tappetto di plastica lasciato sulle nostre spiagge  si è ora infinitamente frantumato  fino ad essere ingoiato dai pesci.

Ci avviciniamo alla Conferenza di Parigi sul Clima #Cop21 con questa consapevolezza.

Non ci sono scuse; la responsabilità di ognuno di noi, come anche  quella dei governi , è fuori discussione.

Da questo a proporsi per prendere in gestione beni pubblici abbandonati e inutilizzati, il passo è molto più breve di quanto sembri.

Ma questa è un’altra storia: e anche di questa ci occuperemo presto.(Anna Rita Cosso, segretaria regionale di Cittadinanzattiva Umbria)