Depotenziamento della Stazione di Orvieto. Col Vescovo Scanavino in testa, i pendolari e le istituzioni protestano sui binari

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Come era stato preannunciato, i pendolari del Comitato Roma-Firenze sono scesi questa sera sui binari a manifestare la loro contrarietà contro il declassamento della Stazione di Orvieto deciso dalle Ferrovie dello Stato con l’abolizione della figura del capostazione e il controllo del movimento da Firenze. Circa 250 i manifestanti, che hanno potuto contare, in primis, sul forte e convinto appoggio del Vescovo della Diocesi, Padre Giovanni Scanavino, in prima fila nella civile e composta protesta, preoccupato per i disagi umani e sociali dei pendolari e per le sorti e il prestigio della città.

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Accanto al Vescovo, ad esprimere solidarietà ai pendolari e la convinzione che, anche per le sorti del turismo, non si possa depotenziare ulteriormente la qualità del servizio ferroviario a Orvieto, i rappresentanti delle istituzioni cittadine: gli assessori Calcagni e Barberani, il presidente del Consiglio Comunale Marco Frizza, la vice presidente Mortini, i consiglieri comunali Belcapo, Germani, Mariani, Moscetti, Stopponi, Tonelli. Presenti anche l’On. Carlo Emanuele Trappolino e il consigliere regionale Fausto Galanello, il sindaco di Allerona Rocchigiani, l’amministratore unico dell’APT Cimicchi, la CGIL, Legambiente e Cittadinanzattiva. Molti, inoltre, gli esponenti dei partiti del centro sinistra, tra cui la componente giovanile di Sinistra Ecologia e Libertà.

Dopo i tagli alle fermate degli intercity, il ridimensionamento della frequenza dei treni e lo svantaggio dei nuovi orari, questo ennesimo depotenziamento della stazione di Orvieto è vissuto come un ulteriore manifestazione di disinteresse per questa realtà da parte delle Ferrovie dello Stato. Disinteresse che, dagli utenti, dalle istituzioni e dai cittadini, non può essere avallato, sia per l’alto numero di pendolari, che provengono anche dalle regioni limitrofe, sia per l’importanza turistica e di snodo della città. 

Accanto al Vescovo, ad esprimere solidarietà ai pendolari e la convinzione che, anche per le sorti del turismo, non si possa depotenziare ulteriormente la qualità del servizio ferroviario a Orvieto, i rappresentanti delle istituzioni cittadine: gli assessori Calcagni e Barberani, il presidente del Consiglio Comunale Marco Frizza, la vice presidente Mortini, i consiglieri comunali Belcapo, Germani, Mariani, Moscetti, Stopponi, Tonelli. Presenti anche l’On. Carlo Emanuele Trappolino e il consigliere regionale Fausto Galanello, il sindaco di Allerona Rocchigiani, l’amministratore unico dell’APT Cimicchi, la CGIL, Legambiente e Cittadinanzattiva. Molti, inoltre, gli esponenti dei partiti del centro sinistra, tra cui la componente giovanile di Sinistra Ecologia e Libertà.

Dopo i tagli alle fermate degli intercity, il ridimensionamento della frequenza dei treni e lo svantaggio dei nuovi orari, questo ennesimo depotenziamento della stazione di Orvieto è vissuto come un ulteriore manifestazione di disinteresse per questa realtà da parte delle Ferrovie dello Stato. Disinteresse che, dagli utenti, dalle istituzioni e dai cittadini, non può essere avallato, sia per l’alto numero di pendolari, che provengono anche dalle regioni limitrofe, sia per l’importanza turistica e di snodo della città.

di Laura Ricci