MOZIONE PROTOCOLLO RIFIUTI ZERO Trasformiamo un problema in opportunità

canon 19-05-12 364Il Congresso regionale di Cittadinanzattiva dell’Umbria  ha deliberato all’unanimità di sostenere ogni iniziativa volta a favorire la scelta della raccolta differenziata porta a porta quale soluzione più efficiente per la gestione dei rifiuti.

Numerose esperienze dimostrano come questa soluzione consenta di:

–         Recuperare materiali sempre più scarsi e dal crescente valore economico;

–         Creare posti di lavoro;

–         Rispettare e salvaguardare l’ambiente;

–         Abbattere il costo del servizio trasformandolo da problema ad opportunità, riducendo conseguentemente le relative tasse da chiedere ai cittadini.

Le soluzioni alternative della discarica, dell’incenerimento in apposite strutture o nei cementifici sono dannose per l’ambiente  e   rappresentano un intollerabile spreco i cui costi finiscono per gravare su economie familiari già duramente provate.

I cittadini non devono correre il rischio di pagare le sanzioni per il mancato raggiungimento degli standard di raccolta differenziata prevista.

Il Congresso ha proposto  quindi di agire a livello regionale  attivando una petizione che sarà sostenuta da tutte le assemblee dell’Umbria per chiedere alla regione  di recepire nel Piano regionale di gestione dei rifiuti le indicazioni già conosciute, valutate e sperimentate in realtà di provato successo, contenute nel documento allegato.

Le firme raccolte saranno anche utilizzate a supporto della richiesta rivolta ai singoli comuni di firmare il Protocollo Rifiuti zero. (nella foto Luciano Niccolai procuratore dei cittadini di Terni, che ha illustrato la mozione)

ALLEGATO

LA STRATEGIA RIFIUTI ZERO 2020

La strategia Rifiuti Zero, ideata e promossa nel mondo dallo scienziato americano Paul Connett,  professore emerito della St. Lawrence University di New York e consulente sui rifiuti all’ONU, affronta in modo sostenibile il problema dei rifiuti, operando concretamente e su diversi piani, per andare verso l’obiettivo Rifiuti Zero entro il 2020.

Rifiuti Zero richiede un cambiamento di mentalità.

L’impegno non dovrà più essere quello di liberarsi dei rifiuti, ma di assicurare delle pratiche sostenibili con le materie prime all’inizio del processo produttivo. Le comunità che si trovano ad affrontare materiali di scarto, quali imballaggi e oggetti che non possono riusare, riciclare o compostare non possono da sole assumere l’impegno della gestione dei rifiuti, anche le industrie devono fare la loro parte.

Il riciclo totale non è attuabile senza l’aiuto dell’industria. Rifiuti Zero collega “la responsabilità delle comunità” alla “responsabilità delle industrie” in maniera consapevole.

La strategia Rifiuti Zero individua la responsabilità estesa del produttore, come viene descritto nella direttiva europea 98/2008 (introdotta nell’ordinamento giuridico italiano con il decreto 205/10) dove si afferma l’importanza di rafforzare la prevenzione e facilitare l’utilizzo efficiente delle risorse durante l’intero ciclo di vita dei prodotti, comprese le fasi di riutilizzo, riciclaggio e recupero dei rifiuti.

L’attuale sistema industriale e la società usa e getta sono basati su un flusso uni-direzionale della gestione delle risorse vergini verso impianti di incenerimento dei rifiuti e discariche inquinanti; pratiche sicuramente non sostenibili. L’estrazione, la lavorazione, il trasporto e l’eliminazione di risorse è una causa primaria di distruzione ambientale e di riscaldamento globale. Il nostro compito è quello di trasformare il nostro sistema industriale uni-direzionale in un sistema circolare, chiuso, riciclando le risorse scartate dalle comunità alle industrie.

La natura non produce rifiuti, sono un’invenzione umana. Il nostro compito – sia per le

comunità, che per le industrie – è quello di riciclare questi materiali per essere in futuro utilizzate.

Per fare ciò, abbiamo bisogno di una forte leadership politica che unisca la comunità e le

industriale.

L’obiettivo RIFIUTI ZERO entro il 2020, non è una destinazione ma un percorso metodologico attraverso i “10 passi verso Rifiuti Zero” :

1.Separazione dei rifiuti alla fonte

2.Raccolta differenziata porta a porta

3.Compostaggio

4.Riciclaggio

5.Riuso e riparazione

6.Iniziative di riduzione dei rifiuti

7.Incentivi economici

8.Separazione del residuo e Centro di Ricerca Rifiuti Zero

9.Responsabilità industriale

10.Discarica temporanea per il non riciclabile e la frazione organica sporca stabilizzata.

La realizzazione dell’obiettivo Rifiuti Zero, o semplicemente l’avvicinarsi a quella realizzazione, non sarà facile. L’attuazione di questi sistemi, sebbene semplice come principi, richiede tanto duro lavoro, perseveranza e creatività da parte degli amministratori e dell’industria. Riteniamo che l’adozione dell’obiettivo Rifiuti Zero, come politica di un’amministrazione locale o di un’industria, sia il miglior modo per iniziare un percorso di tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini.

Spinge a cambiare il vecchio modello per far sì che i rifiuti siano vere risorse da recuperare.

Per l’amministratore locale, il nuovo modello Rifiuti Zero trasforma il vecchio compito di

“eliminare i rifiuti” attraverso discariche o inceneritori, mettendo in atto le buone pratiche per una gestione sostenibile degli stessi.

Il modello Rifiuti Zero significa anche lavorare costruttivamente: amministratori e cittadini che creano un fulcro di condivisione e partecipazione attiva.

Perché aderire al protocollo “RIFIUTI ZERO entro il 2020”?

a. Va verso la direzione giusta, perché quantunque il compito appaia immenso, l’approccio Rifiuti Zero sta conducendo la nostra società nella direzione giusta.

b. E’ Sostenibile, perché è certamente di gran lunga migliore rispetto a dipendere da una

discarica per rifiuti indifferenziati o per le ceneri di impianti d’incenerimento.

c. Il sistema migliorerà mano a mano che un numero sempre maggiore di produttori imparerà a riprogettare gli oggetti e immetterli nel mercato in modo ecocompatibile.

d. Favorisce la cittadinanza attiva riguardo la responsabilità delle comunità. I cittadini non sono il problema. Quando si rendono conto che la separazione dei rifiuti alla fonte è

semplice, che è nell’interesse della nostra vita e del pianeta, che gli amministratori hanno

organizzato sistemi efficaci per trattare i materiali scartati che loro separano, cooperano

prontamente per far funzionare il sistema.

e. Ci sono dei vantaggi economici per quanto riguarda l’economia locale: il guadagno è

maggiore rispetto al sistema di gestione dei rifiuti quali discariche e inceneritori. Per questi

ultimi un’enorme quantità di denaro viene investito in macchine tecnologiche e la gran parte di questo lascia intere comunità e probabilmente il Paese e va nelle tasche di pochi

imprenditori. Invece, con impianti a bassa tecnologia individuati secondo la strategia Rifiuti

Zero, la maggior parte del denaro rimane nella comunità, permettendo la nascita di aziende locali e nuovi posti di lavoro.

f. Favorisce una consapevolezza ambientale, perché mette tutta la comunità di fronte la

realtà di questo pianeta dove le risorse sono limitate.

Elenco dei Comuni Italiani aderenti alla strategia Rifiuti Zero – Totale abitanti 2.172.139 (aggiornato a gennaio 2012)

01. CAPANNORI (Lucca) 46.207 abitanti

02. CARBONIA (Carbonia Iglesias) 29.821

03. AVIANO (Pordenone) 9.277

04. GIFFONI SEI CASALI (Salerno) 5.271

05. VINCHIO (Asti) 677

06. COLORNO (Parma) 8.979

07. SERAVEZZA (Lucca) 13.449

08. CALCINAIA (Pisa) 11.396

09. MONSANO (Ancona) 3.223

10. MONTIGNOSO (Massa Carrara) 10.553

11. LA SPEZIA 95.641

12. VICO PISANO (Pisa) 8.417

13. CORCHIANO (Viterbo) 3.796

14. SOMMA VESUVIANA (Napoli) 35.097

15. BOSCOREALE (Napoli) 26.920

16. MONTE SAN PIETRO (Bologna) 10.976

17. MAIORI (Salerno) 5.649

18. COLLESANO (Palermo) 4.254

19. FORTE DEI MARMI (Lucca) 7.760

20. SASSO MARCONI (Bologna) 14.719

21. MARINEO (Palermo) 6.814

22. VILLA BASILICA (Lucca) 1.789

23. PIETRASANTA (Lucca) 24.833

24. BORGO A MOZZANO (Lucca) 7.381

25. PORCARI (Lucca) 8.121

26. MASSAROSA (Lucca) 22.933

27. VILLA VERDE (Oristano) 384

28. ALESSANO (Lecce) 6.552

29. CORSANO (Lecce) 5.693

30. GAGLIANO DEL CAPO (Lecce) 5.485

31. MORCIANO DI LEUCA (Lecce) 3.460

32. PATU’ (Lecce) 1.740

33. SALVE (Lecce) 4.708

34. TIGGIANO (Lecce) 2.931

35. MIRABELLO MONFERRATO (Alessandria) 1.399

36. CALATAFIMI SEGESTA (Trapani) 7.258

37. SAN SEBASTIANO AL VESUVIO (Napoli) 9.561

38. PORTICI (Napoli) 53.981

39. TRECASE (Napoli) 9.311

40. TORRE DEL GRECO (Napoli) 87.197

41. BOSCOTRECASE (Napoli) 10.645

42. UMBERTIDE (Perugia) 16.890

43. ALCAMO (Trapani) 45.835

44. BUSETO PALIZZOLO (Trapani) 3.095

45. CASTELNUOVO CILENTO (Salerno) 2.614

46. ANGUILLARA (Roma) 18.882

47. BRACCIANO (Roma) 18.889

48. CERVETERI (Roma) 36.229

49. LADISPOLI (Roma) 40.855

50. MANZIANA (Roma) 6.951

51. ORIOLO ROMANO (Roma) 3.759

52. TREVIGNANO ROMANO (Roma) 5.949

53. BIANCAVILLA (Catania) 23.947

54. SENIGALLIA (Ancona) 45.027

55. CARRARA (Massa-Carrara) 65.573

56. NAPOLI 959.574

57. VENAFRO (Isernia) 11.545

58. CASTELBUONO (Palermo) 9.301

59. FRIGENTO (Avellino) 4.017

60. AGEROLA (Napoli) 7.456

61. BENEVENTO (Benevento) 62.035

62.BASSANO in TAVERNINA (Viterbo) 1.319

63.GALLICANO (Roma) 6.058

64.RIGNANO FLAMINIO (Roma) 9.790

65.CAPRANICA (Viterbo) 6.673

66.TIVOLI (Roma) 56.531

67.PREVALLE (Brescia) 6.995

68. GIULIANOVA (Teramo) 23.606

69. MODUGNO (Bari) 38.826

70. SANT’ORESTE (Roma) 3.870