Indagine di Cittadinanzattiva sugli asili nido comunali in Italia, tra caro rette e liste di attesa. Costi: al Nord le città più care, a Bologna l’incremento record (+29,7% rispetto al 2010/11) Disponibilità di posti: in media, il 23,5% dei bimbi non riesce ad accedervi, in Calabria e Campania si sfiora il 40%

302 euro al mese che, considerando 10 mesi di utilizzo del servizio, portano la spesa annua a famiglia

a più di 3.000€. Tanto costa mediamente in Italia mandare il proprio figlio all’asilo nido comunale, fra

difficoltà di accesso, alti costi e disparità economiche tra aree del Paese difficili da giustificare: in una

provincia, la spesa mensile media per il tempo pieno può avere costi anche tre volte superiori rispetto

ad un’altra provincia, e doppi tra province nell’ambito di una stessa regione.

Ad esempio, a Lecco la spesa per la retta mensile, di 547€, è 7 volte più cara rispetto a Catanzaro
(70€), il triplo rispetto a Roma (146€) e più che doppia rispetto a Milano (232€). Marcate differenze
anche all’interno di una stessa regione: in Veneto, la retta più cara, in vigore a Belluno (525€ mese per
il tempo pieno) supera di 316€ la più economica registrata a Venezia. Analogamente nel Lazio la retta
che si paga a Viterbo (396€) supera di 250€ la più economica registrata a Roma. E le differenze ci
sono anche tra le realtà che hanno il tempo ridotto: al Sud, in Sicilia tra la retta di Caltanissetta
(220€) e quella di Agrigento la differenza è di 130€.
On line su www.cittadinanzattiva.it l’indagine completa.
L’analisi, svolta dall’Osservatorio prezzi & tariffe di Cittadinanzattiva ha considerato una famiglia tipo di
tre persone (genitori e figlio 0-3 anni) con reddito lordo annuo di 44.200€ e relativo Isee di 19.900€. I
dati sulle rette sono elaborati a partire da fonti ufficiali (anni scolastici 2010/11 e 2011/12) delle
Amministrazioni comunali interessate all’indagine (tutti i capoluoghi di provincia). Oggetto della ricerca
sono state le rette applicate al servizio di asilo nido comunale per la frequenza a tempo pieno (in
media, 9 ore al giorno) e, dove non presente, a tempo ridotto (in media, 6 ore al giorno), per cinque
giorni a settimana.
Tariffe in crescita. Nel 2011/12, ben 39 città hanno ritoccato all’insù le rette di frequenza, e 6
capoluoghi registrano incrementi a due cifre: Bologna (+29,7%), Vibo Valentia (+29%), Perugia
(+21,8%), Genova (+15,2%), Livorno (+13,9%), Sassari (+10%). In positivo, il dato nazionale della
spesa media mensile è rimasto invariato rispetto all’anno passato.
Liste di attesa. Dall’analisi di dati in possesso al Ministero degli Interni e relativi al 2010, emerge che
il numero degli asili nido comunali ammonta a 3.623 (+6% rispetto al 2009) con una disponibilità di
141.618 posti (+3% rispetto al 2009). In media il 23,5% dei richiedenti rimane in lista d’attesa. Il
poco edificante record va alla Calabria con il 39% di bimbi in lista di attesa, seguita da Campania
(37%) e Sicilia (+36%).
Il commento di Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva: “Dall’indagine effettuata è
evidente che ancora oggi manca nel nostro Paese un sistema di servizi per l’infanzia equamente diffuso
ed accessibile su tutto il territorio e adeguate agevolazioni fiscali a sostegno dei nuclei familiari con
bambini piccoli. Le misure a favore di tali servizi rappresentano un investimento intergenerazionale che
produce effetti nel lungo periodo e quindi di scarso “appeal” per una classe politica poco lungimirante
e concentrata sul consenso immediato. D’altro canto la riduzione delle risorse a disposizione degli enti
locali e la rigidità del patto di stabilità non aiutano a far ripartire gli investimenti in tal senso anzi
contribuiscono a tagliare sempre di più le risorse destinate alla spesa sociale. Di questo passo
difficilmente riusciremo a colmare il gap nei confronti dell’Europa e centrare la copertura del servizio
del 33% già prevista per il 2010″.
Le 10 città più care e quelle meno care. Calabria la regione più economica (114€), Lombardia e Valle
d’Aosta le più costose con oltre 400€ di spesa media. Nella top ten delle 10 città più care, tra quelle
che offrono il servizio a tempo pieno, si confermano, rispetto al 2010/11, Lecco, Belluno, Sondrio,
Bergamo, Mantova, Cuneo, Lucca, Pisa e Udine. Nella graduatoria delle 10 città meno care,
prevalgono le realtà del Centro-Sud. In assoluto, la città più economica risulta Catanzaro, seguita da Vibo Valentia, Cagliari e Roma.