Ex ospedale di Piazza Duomo – Lettera aperta al Sindaco di Orvieto

Al sig. Sindaco del Comune di Orvieto

Giuseppe Germani

 

Gentile Sig. Sindaco,

scrivo questa lettera aperta con la speranza di un Suo  ripensamento sul futuro  dell’ex ospedale di Piazza Duomo visto che,  in altre occasioni, lo ha espletato senza minimamente porsi il problema della coerenza. Come saprà, il sottoscritto milita in Cittadinanzattiva da 40 anni e non gli era mai capitato di fare i conti con un personaggio che prima dice una cosa e poi ne fa un’altra. Mi riferisco al fatto che, da Sue promesse, avremmo potuto partecipare ad un tavolo di lavoro all’interno del Quadro Strategico di Valorizzazione (Q.S.V.), organismo previsto da leggi  e regolamenti,  per valutare tutta la questione immobiliare riguardante la città e le destinazioni d’uso di molteplici immobili, soprattutto quelli di diritto pubblico. Quanto sopra, per delineare una bozza di  progetto  di massima che, una volta verificato nella fattibilità da tecnici specializzati, poteva costituire una linea di indirizzo da seguire, ogni qual volta si prendeva in esame questa o quella trasformazione. Oggi, come un fulmine a ciel sereno, apprendiamo dalla stampa che sarà posto in vendita il complesso ex Ospedale con destinazione hotel di lusso e tutto ciò si ritiene sia stato deciso nelle segrete stanze, senza   in questo caso, minimamente porsi il problema della partecipazione, e che, evidentemente, è un termine a Lei sconosciuto. Ora, a parte il fatto che il legittimo proprietario possa decidere come vuole del suo patrimonio, mi sembrava di aver capito nella mia lunga militanza che i beni pubblici dovrebbero essere considerati appunto tali, ed essere principalmente messi a disposizione delle esigenze dei cittadini. Come ben saprà, i servizi  sono un bene importante per la tutela della salute e per il benessere di una città; dalla loro presenza e funzionalità infatti può dipendere anche l’economia della stessa città.  Noi di Cittadinanzattiva, più che degli interessi economici, ci siamo sempre interessati del benessere dei cittadini e mi creda gentile Sindaco, che gran parte della popolazione non versa in buone condizioni, sia per oggettivi problemi di carenza di risorse che per le mutate condizioni  generali delle famiglie, le quali devono  affrontare svariati problemi inerenti alla salute considerate le gravose difficoltà  legate alle lungaggini delle liste di attesa, ma soprattutto per la carente assistenza  domiciliare. Speravamo molto che fossero state comprese le osservazioni che da anni solleviamo sull’ organizzazione  sanitaria concentrata solo sul nuovo Ospedale il quale, come è ben noto, non riesce neppure ad assolvere al suo precipuo compito di emergenza- urgenza per  le note carenze di personale ed attrezzature. Per queste ragioni,  puntavamo molto sull’ ipotesi e possibilità di riorganizzazione e potenziamento dei servizi di prevenzione in luoghi più idonei degli attuali con il fine di ottenere  uno sgravio del carico delle cronicità e ricoveri impropri sul presidio ospedaliero. Fisioterapia, Lungodegenza, DH Oncologico, Servizi Ambulatoriali, Diurno, Hospice,  Continuità Assistenziale, un punto di Soccorso 118, potevano essere tra i primi a spostarsi nell’immobile ex Ospedale. Tanto è vero che per effettuare i lavori di manutenzione e ripristino per blocchi, si ipotizzava quanto segue: la vendita degli immobili “Lascito De Solis” oppure la vendita delle attuali sedi di proprietà regionale che si trovano in città. Sarebbe  infatti molto più ragionevole puntare sulla  convenienza nell’utilizzo di immobili già di proprietà per risparmiare fin da subito sugli affitti di locali che non lo sono, mentre invece ci si è posti il tema dei tempi biblici che  per la realizzazione “ex novo” di un moderno distretto sanitario in un luogo come la ex mensa della caserma Piave acquistata nel 2007 “forse con scopi diversi”. Il Sindaco di una città dovrebbe sapere che prima di tutto si devono ascoltare i propri cittadini e poi, semmai gli altri,  ivi compresi “ potenziali agenti di affari ”.    

Cordialmente,

un suo ex sostenitore,

Gianni Pietro Mencarelli di Cittadinanzattiva