Esito dell’ Audizione sulla politica dei rifiuti, delle Associazioni dei Consumatori iscritte all’Albo Regionale e delle Organizzazioni Sindacali, da parte del Comitato di Monitoraggio dell’Attività della Regione Umbria, istituito presso il Consiglio Regionale dell’Umbria.

silvestriGiovedì 23 maggio si è svolta l’Audizione sulla politica dei rifiuti, delle Associazioni dei Consumatori iscritte all’Albo Regionale e delle Organizzazioni Sindacali, da parte del Comitato di Monitoraggio dell’Attività della Regione Umbria, istituito presso il Consiglio Regionale dell’Umbria.

Preliminarmente c’è da chiarire che questa audizione è un atto formale del Consiglio Regionale, che segue l’audizione degli amministratori prima e poi, in separata sede, del management delle Aziende che operano nel settore della raccolta, del trasporto e dello smaltimento dei rifiuti in Umbria. Quindi il Comitato di Monitoraggio ha ritenuto di ascoltare tutti i soggetti interessati, per ultimo gli utenti che a norma di legge sono rappresentati dalle Associazioni dei Consumatori e Utenti iscritte all’Albo presso la Regione Umbria.

Cittadinanzattiva era rappresentata da Gabriele Silvestri (nella foto), Procuratore Regionale dei Cittadini, in pratica il Responsabile delle Politiche verso i Consumatori e gli Utenti, il quale consapevole del fatto che le formalità giuridiche non danno conto della realtà concreta, fatta da tanti comitati di cittadini e associazioni che quasi quotidianamente intervengono a vario modo in tema di rifiuti, aveva invitato anche un rappresentante del Comitato Organizzatore della grande manifestazione di Terni dello scorso 11 maggio ed un rappresentante del Comitato dei cittadini di Colle Umberto, che soffrono in prima persona le scelte sbagliate sulla politica dei rifiuti, vivendo nei pressi della discarica di Borgogiglione.

Per impegni di lavoro era presente solo il rappresentante del Comitato di Colle Umberto, comunque all’inizio del suo intervento, Silvestri ha specificato che Cittadinanzattiva Umbria è una delle Associazioni e dei Comitati che hanno organizzato la manifestazione di Terni, a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare: “Rifiuti Zero”, quindi le sue considerazioni e le sue proposte riassumono in qualche modo anche lo spirito di quella manifestazione.

Cittadinanzattiva ha preso la parola per prima ed ha affermato che c’è un punto di accordo tra gli utenti e il management delle Aziende: in Umbria le discariche (anzi la discarica, perché in realtà ne è rimasta una sola in funzione: Borgogiglione), sono ormai al termine del loro ciclo vitale, nel breve volgere di 4 o 5 anni saranno colme di rifiuti.

Detto questo però le opinioni e le strategie divergono totalmente, anzi Silvestri ha colto l’occasione per dire chiaramente che teme che ci sia il tentativo di forzare l’insorgere di una situazione di emergenza, per giocare sulle paure dei cittadini e costringere la comunità regionale ad accettare la scelta di bruciare nei cementifici i rifiuti, trasformati in Combustibile Solido Secondario (C.S.S.). Infatti è ormai chiaro che la Regione ha abbandonato la scelta dell’inceneritore (bisogna dirlo all’ATI2 che ancora paga dei ricercatori per trovare il sito ove costruirlo) e si appresta a deliberare, di finanziare gli investimenti necessari ad attrezzare le discariche per la produzione di C.S.S. e poi di consentire di bruciarlo nei cementifici di Gubbio e Spoleto.

Come Cittadinanzattiva abbiamo esposto la nostra più profonda contrarietà a questa scelta, dichiarando che siamo pronti a mettere in campo, insieme a tante altre Associazioni e comitati di cittadini, tutte le forme di lotta politica consentite per impedire che ciò avvenga. Come stiamo facendo insieme al Comitato NO Inceneritori a Terni contro la riapertura dell’inceneritore di ACEA, che dovrebbe bruciare pulper (residuo della lavorazione della carta) proveniente da fuori regione.

La nostra irriducibile contrarietà nasce dalla consapevolezza che questi impianti minano fortemente la salute dei cittadini e la qualità dell’ambiente, già peraltro molto compromesso a Terni dalla presenza dell’acciaieria. Inoltre siamo contrari perché pensiamo che la scelta di bruciare i rifiuti negli inceneritori e/o nei cementifici corrisponde all’idea di promuovere un modello culturale basato sull’idea del consumismo sprecone e sfrenato, quando invece oggi c’è bisogno di assecondare l’affermarsi di un nuovo modello culturale basato sull’immagine di un cittadino consapevole e responsabile nella produzione dei rifiuti e nel loro riciclo e riutilizzo.

Abbiamo quindi proposto di impiegare utilmente questi 4/5 anni di vita delle discariche per cambiare profondamente la politica dei rifiuti in Umbria, a tal proposito abbiamo presentato di nuovo le nostre 7 proposte, già illustrate nella conferenza stampa del 16 febbraio u.s. Le ricordiamo così come erano e come mantengono ancora oggi la loro validità:

1. abbandonare esplicitamente la scelta dei nuovi inceneritori, non solo perché non ci sono i soldi previsti per realizzarli (180 milioni di euro, secondo i dati ufficiali del 2009), ma per una nuova politica dei rifiuti, più attenta al rispetto dell’ambiente e della salute dei cittadini centrata sulla strategia “Rifiuti Zero”;

2. aumentare le risorse economiche a disposizione della raccolta differenziata porta a porta, recuperando una parte di quelle previste per la costruzione dell’inceneritore, in modo di mettere tutti i comuni e tutte le aziende che gestiscono il servizio in grado di rilanciare veramente la raccolta domiciliare, sapendo che tutti i comuni sono tenuti a raggiungere l’obiettivo minimo fissato dalla legge del 65% di raccolta differenziata;

3. elaborare un “Piano di Prevenzione” come previsto dalla nuova normativa (D.lgs. 205/2010);

4. introdurre la separazione tra le aziende che raccolgono i rifiuti e quelle che li smaltiscono, perché il fatto che in Umbria la stessa impresa gestisca tutte e due le funzioni rappresenta oggettivamente un incentivo a smaltire tutto in discarica;

5. Incentivare le azioni di riduzione dei rifiuti (imballaggi sostenibili, negozi di prodotti alla spina, mercati a km zero, mercatini dell’usato, pannolini riutilizzabili, ecc.);

6. creare raccordo operativo tra le aziende che gestiscono il servizio di smaltimento dei rifiuti e le imprese umbre che operano nei settori del vetro, della carta e della plastica, affinché si possano riciclare e riusare i rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata, anche attraverso la vendita del compost di qualità come fertilizzante ecologico. Inoltre ciò potrebbe essere anche un volano per l’occupazione industriale nei territori del Trasimeno, della Media Valle Umbra e nell’area chimica ternana;

7. dare piena applicazione al comma 461 dell’art. 2 della Legge 244/07 che disciplina la partecipazione dei cittadini alla gestione dei servizi pubblici locali.

Silvestri ha ricordato inoltre che nella conferenza stampa del 16 febbraio scorso avevamo denunciato anche la preoccupazione che le Aziende vanificassero gli sforzi dei cittadini che con grande civiltà fanno la raccolta differenziata, perché poi loro mandano tutto in discarica. Ha ricordato anche che le Aziende avevano risposto stizzite a questa nostra preoccupazione, ma non avevano affatto eliminato i dubbi, tant’è che avevamo posto pubblicamente alcune domande che ancora sono senza risposta e che quindi riproponiamo:

· quante tonnellate di rifiuti sono state raccolte nel 2012 con la raccolta differenziata porta a porta?

· a chi sono stati venduti questi rifiuti, in dettaglio?

· quanto si è ricavato con la vendita dei rifiuti provenienti dalla differenziata domiciliare?

· quante tonnellate di rifiuti indifferenziati sono finite in discarica nel 2012?

· quante di queste sono scarti della raccolta differenziata domiciliare?

· Quanti rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata porta a porta viene venduto agli inceneritori delle aziende fuori Regione?

Infine come Cittadinanzattiva abbiamo posto le problematiche legate al fatto che a Colle Umberto in una stradina di campagna ogni giorno passano nei due sensi oltre 30 autoarticolati diretti alla discarica di Borgo Giglione, con un disagio e un inquinamento assolutamente inaccettabile. Abbiamo anche raccontato che c’è stato un incontro con l’Assessore Regionale competente, il quale ha promesso una soluzione strutturale, attraverso l’adeguamento di una strada nel comune di Umbertide. Ma ad oltre un mese e mezzo da quell’incontro ancora non è successo nulla, anzi quando abbiamo sentito il Sindaco di Umbertide ci ha detto che Lui non ne sapeva niente. Quindi abbiamo rappresentato la nostra grande preoccupazione, tanto più che difficilmente saranno rispettate le previsioni dell’ATI2, secondo cui tutto questo traffico dovrebbe ridursi al 30 di giugno quando scadrà la convenzione con l’ATI3, visto che l’impianto di Casone è di nuovo rotto e la discarica di S. Orsola non è stata adeguata, di conseguenza con ogni probabilità si dovrà rinnovare la convenzione con l’ATI3.

Gli interventi che sono seguiti, compreso quello della CGIL, hanno ripreso quanto detto da Silvestri a nome di Cittadinanzattiva ed hanno approfondito aspetti specifici.

Al termine abbiamo consegnato alla Presidente della Commissione i documenti a cui avevamo fatto riferimento nel corso dell’intervento.