Ehealth – I Diritti del Malato 2.0 – Raccomandazione civica sull’informatizzazione in sanità, focus telemedicina- 4 domande a Paolo e Carla

Verranno presentate a Roma il 4 novembre presso  Palazzo Montecitorio – Sala Aldo Moro – Piazza Montecitorio,

le Raccomandazioni Civiche sull’informatizzazione in sanità, con focus sulla Telemedicina

a cura di Cittadinanzattiva- Tribunale per i diritti del malato.

Cittadinanzattiva Umbria ha avuto un ruolo centrale in questo progetto essendo protagonista con due suoi leader regionali:

Carla Mariotti, Project Manager e Paolo Baronti, che ha lanciato il tema della sanità elettronica nell’ambito di Cittadinanzattiva.

Da Paolo e Carla vogliamo farci spiegare un po’ meglio cosa vuol dire “ehealth”, sanità elettronica e telemedicina e soprattutto come e se possono cambiare la sanità italiana e il rapporto di noi cittadini con essa.

 

Ne abbiamo parlato in primis  con Paolo Baronti, presidente di Cittadinanzattiva Umbria, che ha lanciato il tema della sanità elettronica  nell’ambito di Cittadinanzattiva.paolo


1.Cosa vuol dire Ehealth?

Vuol dire sanità elettronica ed è dal 2001  che fu istituita la Cabina di Regia per la realizzazione del Nuovo Sistema Informativo Sanitario (NSIS). Fu elaborato un modello concettuale, denominato “sistema di integrazione delle informazioni sanitarie individuali”, composto da:

  1. La Cartella Clinica Virtuale lo strumento che incorpora elementi di carattere clinico (medico) di carattere terapeutico (infermiere) di carattere amministrativo e gestionale e rappresenta la sintesi di nuovi percorsi di diagnosi e cura basati su trasparenza sicurezza e celerità. Uno strumento  pensato specificamente per contrastare il Risk Management – la gestione del rischio – tema emerso nella letteratura medica nel 2000, quando due importanti studi stimavano che tra 44.000 e 98.000 persone morivano negli USA, ogni anno, a causa di errori medici.
  2. Il Fascicolo sanitario elettronico che raccoglie e distribuisce informazioni sullo stato di salute del cittadino con tutti  gli interventi clinico-assistenziali fin dalla sua nascita, mano a mano che essi vengono generati e seguiti dai diversi gli operatori sanitari,ospedalieri, ambulatoriali, privati e pubblici. Esso realizza concretamente il principio base del SSN della centralità del cittadino, consente notevoli risparmi al SSN perché  ogni medico, chiamato ad intervenire, ha in tempo reale tutte le notizie cliniche compresi i risultati di tutti gli esami clinici.
  3. Il Badge intelligente. L’informatizzazione della strumentazione operativa dell’attività clinica ed assistenziale comporta l’adozione di un badge che si interfacci con tali  strumenti, anche per  consentire il necessario riscontro dell’identità degli autori delle specifiche attività.
  4. La “tessera sanitaria”  che è il badge per gli utenti del SSN.

 

2.Investire in sanità elettronica: ce lo possiamo permettere in epoca di tagli?

Le Regioni sono chiamate oggi dalla legge di stabilità a ridurre di 4 miliardi le loro spese, non solo quelle sanitarie. Fermo restando che importanti tagli potrebbe operare anche il Governo centrale (vedasi il costosissimo e poco efficiente sistema di “internazionalizzazione delle imprese”, cioè la promozione all’estero, le duplicazioni, triplicazioni di funzioni tra ministeri, agenzie Istituti, per non parlare della Presidenza dei ministri, vero e proprio Moloch della spesa) le Regioni, prima di stracciarsi le vesti e minacciare nuovi ticket, avrebbero potuto assumere, già dal 2011, come proprio il progetto di Sanità elettronica di Confindustria che prevede un risparmio di ben 11 Miliardi di Euro dall’innovazione dell’ITC in sanità. Ma poiché questi 11 miliardi, non sono una realtà astratta,  ma sono la somma risultante di decine di migliaia di esami clinici e radiografici risparmiati, di ricoveri non più necessari, grazie alla Telemedicina, di minori visite private, vi è stata una sorda, ma  forte ed insistita opposizione da parte di una consistente porzione dei professionisti sanitari, legata ad interessi configgenti con quelli delle aziende ASL, con conseguenti comportamenti opportunistici volti ad evitare la riduzione delle visite private e spesso anche interessi extra-organizzativi, quali i rapporti con strutture sanitarie private. Ed è per questo che la Sanità elettronica ha “rimbalzato” da Piano sanitario in Piano sanitario successivo senza  essere mai attuata. Si pensi che in oltre dieci anni non si sia riusciti a compiere un semplicissimo atto come quello di inserire nei LEA i livelli essenziali di assistenza la Telemedicina, per renderla “fatturabile” e quindi operativa.

3. Come è stata costruita la Raccomandazione civica?

Cittadinanzattiva ha svolto un’azione tipica della sua mission cioè l’esercizio di una attività pubblica che le Istituzioni preposte non hanno esercitato, come dovevano, cioè la sussidiarietà ex art. 118, quarto comma della Costituzione. Vi è stata l’attivazione di un tavolo di lavoro, con una partecipazione molto fattiva ed attenta da parte di Associazioni e di rappresentanti di Organizzazioni professionali ed in particolare da quelle del personale ospedaliero e delle Direzioni sanitarie, con  contributi di alto livello tecnico, che probabilmente tali soggetti non erano riusciti a dare nell’ambito delle Aziende di appartenenza, marginalizzati troppo spesso dalle Direzioni aziendali di nomina politica, spesso largamente inidonee ad un buon governo della Sanità pubblica

 4. Può anticiparci qualche contenuto di questa raccomandazione? 

Diritto all’accesso: Ogni individuo ha il diritto di accedere ai servizi sanitari che il suo stato di salute richiede. I servizi sanitari devono garantire eguale accesso a ognuno, senza discriminazioni sulla base delle risorse finanziarie, del luogo di residenza, del tipo di malattia o del momento di accesso al servizio

Diritto al rispetto del tempo dei pazienti: Ogni individuo ha diritto a ricevere i necessari trattamenti sanitari in tempi brevi e predeterminati. Questo diritto si applica a ogni fase del trattamento.

Diritto al rispetto di standard di qualità: Ogni individuo ha il diritto di accedere a servizi sanitari di alta qualità, sulla base della definizione e del rispetto di standard ben precisi.

Diritto all’innovazione: Ogni individuo ha il diritto di accedere a procedure innovative, incluse quelle diagnostiche, in linea con gli standard internazionali e indipendentemente da considerazioni economiche o finanziarie.

Ho  scelto  queste quattro raccomandazioni, perché sono quelle che affermano l’uguaglianza non formale ma sostanziale e concreta fra tutti  i cittadini, in quanto permettono, attraverso la telemedicina, di avere gli stessi servizi di pari qualità ed in pari tempo tra chi abita in una realtà rurale o montana e chi abita in una grande città.