COMUNICATO STAMPA DELLE SEGUENTI ORGANIZZAZIONI DEI CONSUMATORI: ACU – CITTADINANZATTIVA – MOVIMENTO DIFESA DEL CITTADINO – CONSULTA COMUNALE DI PERUGIA DEI CONSUMATORI E UTENTI

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RESTITUZIONE CANONE DI DEPURAZIONE INDEBITAMENTE CORRISPOSTO – IL DECRETO ATTUATIVO

Il Decreto attuativo finalmente firmato dal Ministro Prestigiacomo prevede la restituzione del canone indebitamente pagato dagli utenti non allacciati ad impianti di depurazione o che non hanno anche temporaneamente fruito del servizio per inattività degli impianti.

Il Decreto distingue tra 4 tipologie di utenti:

a)     utenti serviti da impianti attivi;

b)     utenti non serviti da impianti attivi ma per i quali è in corso attività di progettazione, realizzazione, completamento o attivazione, alla data di pubblicazione della sentenza della Corte Costituzionale n. 335/2008, i quali hanno diritto al rimborso con deduzione degli oneri sopportati dal Gestore per le predette attività;

c)      utenti non serviti perché gli impianti di depurazione risultano temporaneamente inattivi o sono stati temporaneamente attivi, i quali hanno diritto al rimborso dedotti gli oneri sopportati dal Gestore connessi alla temporanea inattività degli impianti;

d)     utenti non serviti da impianti di depurazione attivi per i quali non è in corso nessuna attività di progettazione, realizzazione, completamento o attivazione degli impianti alla data di pubblicazione della sentenza della Corte Costituzionale n. 335/2008, i quali hanno diritto al rimborso dell’intera quota di tariffa riferita al servizio di depurazione comprensiva degli interessi.

E’ obbligo del Gestore fornire tutte le informazioni necessarie e fare i relativi calcoli dei rimborsi.

Le modalità di restituzione:

1)     in automatico per tutti gli utenti;

2)     su cinque anni a partire dal 1° ottobre 2009;

3)     con possibilità di compensazione con i consumi.

I fondi per le restituzioni:

1) fondi vincolati previsti dagli artt. 14 Legge n. 36/1994 e 155 D.Lgs. n. 152/2006 (Codice dell’Ambiente) ovvero i proventi finanziari derivanti dal canone di depurazione potevano essere utilizzati al solo fine della realizzazione e gestione delle opere e degli impianti centralizzati di depurazione. Il fondo doveva essere costituito dapprima presso i Comuni e successivamente presso l’Autorità d’Ambito. Ma si sa che i predetti proventi finanziari sono stati utilizzati anche ad altro fine, non consentito dalla legge.

2) Le Autorità, nei limiti consentiti dalla legge, possono operare una revisione tariffaria straordinaria ed esclusivamente nei confronti degli utenti serviti dagli impianti di depurazione.

Alla luce delle previsioni del Decreto attuativo, le scriventi Associazioni reiterano la loro richiesta già più volte formulata al Gestore Umbra Acque e all’Autorità d’Ambito (ora ATI n.2) di conoscere la consistenza e l’eventuale utilizzo per fini diversi da quelli consentiti dalla legge del predetto fondo vincolato. Si opporranno con fermezza ad eventuali aumenti straordinari di tariffa, visto peraltro che l’acqua del perugino è fra le più care d’Italia, a carico degli utenti servizi dagli impianti di depurazione (norma in odore di incostituzionalità), che pagherebbero due volte per uno stesso servizio.

A breve sul tema verrà convocata una Consulta Comunale dei Consumatori e degli Utenti del Comune di Perugia.