Ati 2, le associazioni di consumatori: «Boccali rispetti i patti e ci coinvolga nelle decisioni» Minacciato anche il ricorso ad azioni legali contro le tariffe per acqua e rifiuti

Ati 2, le associazioni di consumatori: «Boccali rispetti i patti e ci coinvolga nelle decisioni»

(nella foto Gabriele Silvestri, Giuliano Mancinelli, Federico Mazzi e Salvatore Lombardi)

Chiedono a Boccali di rispettare gli impegni e minacciano azioni legali contro le tariffe su acqua e rifiuti. Sono più combattive che mai, in tema di servizi pubblici locali, le associazioni di consumatori Acu Umbria, Lega Consumatori, Adoc, Movimento Consumatori, Cittadinanzattiva, Unc e Confconsumatori, che hanno tenuto una conferenza stampa in regione.

L’avvio del confronto Le associazioni hanno ricordato come a maggio abbiano avviato il confronto tra l’Ati2 (che gestisce servizio idrico integrato e rifiuti), rappresentata dal presidente Wladimiro Boccali per verificare i tempi e i modi per dare applicazione del diritto dei cittadini utenti a partecipare alla gestione dei servizi pubblici locali. «L’applicazione di questa normativa – hanno spiegato – diventa oggi decisiva al fine di garantire ai cittadini qualità nel servizio alla luce delle grandi novità che andrebbero attuate e trasparenza nella formazione della tariffa, cosa necessaria soprattutto ora che siamo prossimi alla completa introduzione della Tares nel prossimo autunno».

La delibera promessa Il confronto, peraltro obbligatorio per l’Ati, si è però bloccato il 19 giugno, quando il Boccali si è impegnato a produrre una delibera in cui indicare i meccanismi concreti per applicare la normativa in questione. «Purtroppo ad oggi – affermano i consumatori – a quasi un mese da quella riunione, ancora non abbiamo avuto notizie e cresce la preoccupazione di vedere cadere nel dimenticatoio tutta la questione e con essa le legittime istanze dei cittadini».

Le iniziative di protesta Per questo alla vigilia dell’assemblea dei sindaci dell’Ati2 i consumatori sollecitano «una chiara presa di posizione nel senso del rispetto dell’impegno assunto dal presidente, in caso contrario ci riserviamo di mettere in atto tutte le forme di pressione politica pubblica, ivi compresa la convocazione di assemblee popolari per allargare la consapevolezza dei cittadini sul fatto che la partecipazione alla gestione dei servizi pubblici locali, è la sola possibilità per ridurre il peso delle tariffe sul bilancio familiare, oggi costantemente crescente».

Azioni legali Infine, le associazioni annunciano che  «stiamo verificando la possibilità di adire vie legali, alla luce dei fondati dubbi di legittimità delle tariffe vigenti, deliberate in assenza dell’applicazione del comma 461 della L. 244/07, considerato che la normativa ritiene la partecipazione dei cittadini utenti condizione necessaria ed obbligatoria per la definizione dei parametri quantitativi e qualitativi dei singoli servizi, al fine della determinazione del loro costo e conseguentemente della tariffa».