ANZIANI MALTRATTATI NELLA CASA DI RIPOSO DI TERNI: LA SOCIETA’ DEL NON-DIRITTO

CAMPOMICCIOLOQuesta volta scrivo come cittadina e non come Responsabile del Tribunale per i Diritti del Malato.

Scelgo questa via perché tra meno di 40 anni l’anziana nel lager della casa di riposo potrei essere io o potreste essere voi. Un cittadino qualunque.

Nella mia piccola città, mai avrei immaginato che potessero accadere simili nefandezze.

Penso a tutte quelle famiglie che per diversi motivi hanno avuto la necessità di trasferire il proprio caro in un luogo che ritenevano idoneo,

una nuova casa dove trascorrere gli ultimi anni della vita con serenità. Ed invece la serenità, il rispetto, l’affetto, a quegli anziani è stato tolto.

Derubati di tutto e della dignità. Offesi dal peggiore dei trattamenti che solo dei sadici vili ed ignoranti hanno potuto mettere in atto. Diritti negati o forse sarebbe meglio dire “società del non-diritto”.

Era il 2010 quando la ex ASL n°4 tolse al Tribunale per i Diritti del Malato una convenzione annuale di €2.500, stipulata allo scopo di monitorare le strutture per anziani convenzionate.

Era appena iniziato il taglio alle “spese inutili”, l’allora Direttore Generale aveva tra gli obiettivi di budget il contenimento delle spese. E la valutazione civica era considerata qualcosa di superfluo.

Alcuni volontari del TdM nonostante la mancanza di fondi scelsero tuttavia di proseguire l’attività di monitoraggio.

Dalle loro valutazioni non è mai emerso nulla che lasciasse sospettare un simile crimine.

I nostri monitoraggi furono considerati dalla ASL superflui, ma allora chi avrebbe dovuto vigilare?

Chi ad oggi decide quale struttura per anziani ha i requisiti per essere convenzionata con la ASL?

Chi avrebbe dovuto promuovere attività di controllo?

Se non può farlo un’associazione di cittadini, qualcuno pagato per questo e che siede comodamente in un posto pubblico, avrà pur avuto questo incarico.

I responsabili veri, la mano sinistra di questo indegno episodio, sono gli autori materiali ma nessuno venga a raccontarmi che la mano destra non è quella armata da indolenza.

Una mano armata dal menefreghismo della burocrazia che rinnova ad oltranza convenzioni, sperpera soldi pubblici e taglia dove non dovrebbe, una mano “monca” che tiene lontano i cittadini, privilegiando forme anomale di clientelarismo, una mano che di fronte ad un simile scandalo, senza vergogna, è la prima a dichiararsi parte offesa.

Carla M.