Accesso e sosta all’ospedale regionale S. Maria della Misericordia.Disagi e caos per gli utenti.Necessaria una iniziativa urgente da parte dell’Amministrazione comunale di Perugia

thumb250-700_dettaglio2_S.-Maria-della-Misericordia-di-PerugiaLe centinaia di cittadini provenienti da mezza regione che accedono all’ospedale regionale di mattina, lo fanno, nella quasi totalità, per sottoporsi a visite, ad esami od altri accertamenti. Ed accedono per lo più con il mezzo privato. Spesso non sono in perfette condizioni fisiche, ma si devono sobbarcare mediamente un percorso a piedi, tra strade  esterne e corridoi  interni di 4-500 metri. Ciò vale anche  per i relativi pochi  che, nonostante il numero notevole di corse, usano i Bus urbani, mentre per gli ancora meno che  utilizzano la fermata delle Ferrovie dello Stato il percorso a piedi sale di ulteriori 200 metri. Mentre tutti si riempiono la bocca di sviluppo sostenibile, sarebbe interessante fotografare dall’alto la zona dell’ospedale regionale  in un lunedì o martedì mattina alle ore 11 e poi contare il numero di mezzi privati parcheggiati, che risulterà enorme. Ciò costituisce,già di per sé, un indice di inadeguatezza dei servizi pubblici. L’ospedale regionale sconta in effetti, dall’origine, una grave sottovalutazione dei problemi di accesso degli utenti. Tutti ricordano che al momento del primo trasferimento  delle unità organiche universitarie all’inizio dello scorso decennio, si scoprì che non c’erano parcheggi. Con la spiegazione che la Direzione generale era talmente intenta a trattare la distribuzione degli spazi interni tra  i primari e i direttori che dei cittadini utenti non si era ricordato nessuno!!!! Una disattenzione che per altro è rimasta nel tempo intatta. Sono state proposte varie  soluzioni all’Università ed alla Direzione dell’Azienda competenti a decidere, per separare i parcheggi dei dipendenti da quelli degli utenti, prevedendo l’introduzione di navette, ma ancora senza risposta alcuna. Si segnala inoltre la recente decisione del rettore di trasferire le Segreterie dell’Università in un edificio del complesso ospedaliero di proprietà dell’Università, con un ulteriore prossimo venturo, enorme ingolfamento dell’area per le migliaia di studenti che quotidianamente accederanno a tale Servizio. Un Caos annunciato che non sfiora minimamente i pensieri del prof. Bistoni, ma dovrebbe invece preoccupare gli Amministratori comunali che, invece che mostrarsi passivi rispetto a tutte le decisioni dell’Università, dovrebbero usare le prerogative previste dalla legge  secondo la quale la localizzazione dei servizi pubblici che prevedono un consistente mutamento della quantità e della direzione del  traffico, debbano essere preventivamente autorizzate dal Comune stesso e, soprattutto, ricordare al Rettore che l’autonomia che la Costituzione riconosce alle Università è finalizzata ad assicurare la libertà nell’insegnamento e nella ricerca, e non quella di disastrare il traffico  delle Città dove operano.

L’ipotesi della navetta è positiva e va subito attivata. In prospettiva è necessario prevedere, però, un intervento finalmente definitivo ed efficace, tale da far decidere i cittadini utenti a preferire il mezzo pubblico al mezzo privato: un’ipotesi praticabile sarebbe quella di rafforzare la fermata della ferrovia, con una navetta che procede ininterrottamente avanti ed indietro dalle 7 alle 19, compatibilmente con il passaggio dei treni ordinari e poi realizzare una estensione del sottopassaggio fino alla fine della cittadella sanitaria, con un tapis roulante 5 o 6 uscite con ascensori, che portino direttamente alle cliniche od i servizi richiesti.

Perugia, ottobre 2011

Paolo Baronti