«Bene prevenzione e sicurezza, ma ci sono criticità»Cittadinanzattiva ha presentato i risultati dell’audit civico a Città di Castello

Castello, i cittadini promuovono la sanità: «Bene prevenzione e sicurezza, ma ci sono criticità»

di Barbara Maccari (di Umbria 24)

Un giudizio positivo, nella media, con un punteggio di 62/100. Questo il risultato del lavoro del progetto dell’Audit civico sulla Asl 1 di Città di Castello. A spiegare i dati della ricerca il segretario regionale di Cittadinanzattiva Umbria, Anna Rita Cosso, il responsabile regionale dell’Audit civico, Carla Mariotti, il referente unico Asl 1, Michele Minelli ed alcuni dirigenti Asl.

L’Audit civico è un’analisi critica e sistematica dell’azione delle aziende sanitarie promossa dalle organizzazioni di cittadini. L’Audit civico si pone l’obiettivo di dare forma concreta alla «centralità del punto di vista del cittadino» e di rendere trasparente e verificabile l’azione delle aziende sanitarie. Nel gennaio 2010 si è costituita l’equipe locale della Asl 1 di Città di Castello. «L’Asl 1 è la seconda realtà dove i risultati della nostra ricerca sono presentati al pubblico – spiega Anna Rita Cosso – da queste analisi devono emergere proposte di miglioramento del servizio sanitario. L’Audit civico, finanziato dalla regione Umbria, non è un’indagine customer satisfaction, ma qui è riportato il punto di vista dei cittadini. Questo è il primo passo, il progetto ha una durata di tre anni e come ben sapete le proposte che provengono da questi studi devono essere recepite dalle Asl, come ha già fatto l’Asl 2 e come farà entro il 2011 l’Asl 1».

Un’indagine ‘vera’, infatti sui criteri di scelta dei partecipanti si è tenuto un regolare bando: «Al bando – sottolinea Carla Mariotti – hanno partecipato cittadini comuni e dirigenti Asl 1. Il campione preso è formato da 18 persone: 12 rappresentanti civici e 6 referenti aziendali, età media circa 35 anni. Questo team ha lavorato ed osservato insieme per oltre quattro mesi, con una logica di 3 a 1, cioè per ogni interno 3 cittadini. Ogni singolo punteggio ha preso il nome di Ias, indice di adeguamento agli standard, con un valore medio compreso tra 0 e 100, che esprime in quale misura l’azienda, in relazione al fattore di riferimento e al livello considerato, rispetta i livelli di qualità delle prestazioni erogate sulla base del possesso dei requisiti minimi previsti dal D.P.R del 14/01/97».

I risultati più evidenti dell’indagine li ha sintetizzati Michele Minelli: «Dai risultati è emersa soddisfazione per quanto riguarda la prevenzione e la sicurezza delle strutture, mentre per i punti critici l’equipe ha suddiviso in due categorie le proposte: quelle di facile attuabilità e quelle di complessa attuabilità. Per quanto riguarda il distretto di Città di Castello, nella fascia a basso costo troviamo l’attivazione della reperibilità aziendale dei medici di guardia medica durante le visite domiciliari, la dotazione  della piantina del piano di evacuazione. Per quanto riguarda la Asl 1 la nomina della commissione per prevenzione ospedaliera, la richiesta di coinvolgimento delle associazioni dei cittadini a commissioni di lavoro ed accesso ai capitolati per la qualità delle forniture (anche via web). Mentre nel presidio di Umbertide ad esempio l’acquisizione dello sportello per prenotazioni con sistema di controllo regolazione file, introduzione del punto riscossione ticket con modalità automatica ed introduzione punto di raccolta schede per segnalazione reclami. Passando alla seconda fascia, quella a complessa attuabilità, a Città di Castello si chiede di aprire un numero verde dedicato alle utenze, l’assunzione a livello aziendale di una figura professionale di psicologo per i pazienti e familiari in assistenza domiciliare, mentre ad Umbertide l’abbattimento delle barriere architettoniche».